Va a pieno regime quella che da settembre 2022 io definisco la perfetta tempesta economica. E mi ripreso forse per la cinquantesima volta, perché ciò che sta accadendo è gravissimo, riguarda tutti anche se in pochi se ne preoccupano. Il 26 luglio c’è stato il nuovo (l’ennesimo), rialzo dei tassi si interesse da parte della BCE. Stavolta l’aumento è talmente grave che perfino i banchieri chiedono regole più morbide.

Che succede? 

1) Aumento tassi di interesse, dunque il costo del denaro. Idem i tassi di interesse per i mutui, i prestiti, e il costo del debito pubblico, con il Governo che dovrà pagare più cari (con i nostri soldi), gli interessi ai suoi debitori. 

2) A Marzo è partito il quantitative tightening, che taglierà gli acquisti di titoli di debito di stato italiani. Tradotto, i tassi di interesse saliranno ulteriormente, lo spread idem, e anche le tensioni dei mercati sui nostri conti pubblici. Per di più, ad ogni rialzo dei tassi, corrisponde un aumento dei prezzi dei titoli di Stato, che dunque subiscono un calo nelle vendite, dunque una grossa perdita per le casse dello Stato che ha meno risorse economiche per far fronte al debito pubblico. Più titoli di Stato vendi, più sistemi i conti pubblici. Meno ne vendi, meno incassi.

3) Non a novembre 2022, ma dopo un lungo tira e molla, è entrato in vigore il nuovo patto di stabilità UE. Ciò significa che il debito e il deficit devono tornare a scendere anno dopo anno, obbligatoriamente sulla pelle dei cittadini e delle imprese. 

Conclusione 

Aumentano i tassi, ma ovviamente l’inflazione non cala: siamo alla tempesta economica perfetta che vi anticipai fin dal settembre 2022. E le prossime manovre finanziare saranno (obbligatoriamente e sulla nostra pelle), un bagno di sangue. Di lacrime e sangue per fare in modo che si resti e rispettino i parametri economici europei. 

Davide Zedda

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