Stiamo assistendo a manifestazioni contro Israele e pro Palestina, ovunque. Praticamente in ogni parte del mondo si protesta contro il governo Netanyahu e si chiede la sospensione delle violenze sulla striscia di Gaza. Mai una nazione è rimasta così sola dal punto di vista del sostegno esterno (mi riferisco ad Israele), così come mai una nazione è rimasta così isolata dal punto di vista politico. 

Il mondo intero (politico e sociale), prende le distanze da Israele e chiede che il genocidio venga immediatamente fermato. Cominciano a distaccarsi dalla politica di Israele (ma di questo ne parleremo meglio), anche grandi nazioni (vedi Francia), perfino gli USA storcono il naso, in Italia ovviamente si sta zitti e buoni e rispettosi dei padroni sionisti, ma più in generale, il mondo è di fatto contro questa guerra, il cui esito potrebbe essere senza precedenti, visto che ufficialmente (abbiamo visto i documenti ufficiali), l’obiettivo di Israele è quello di uccidere l’intero popolo palestinese o arrivare alla deportazione di più di due milioni di persone dalla striscia di Gaza in Egitto, perché questo abbiamo letto sulle carte. 

Non si può sempre e soltanto raccontare la guerra in modo tradizionale e in tutta la sua brutalità, più in generale non si può parlare soltanto di guerra, certamente ci sono notizie che non si possono non dare. Mentre Israele pensa e lavora alla soluzione finale contro la Palestina e il popolo palestinese (non escludendo l’uso di una bomba nucleare tattica), il mondo intero tranne pochissime eccezioni e con il vergognoso servile silenzio ed appoggio incondizionato di Italia, USA e Ucraina, chiede la pace. 

Davide Zedda

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