Stamani ho ricevuto questo messaggio, ed allora ho deciso di farci un editoriale. Un amico mi ha scritto: “Si. O queste compagnie “minori” arrotondano facendo da “bombardieri” a questi che hanno interesse a disegnare il cielo, oppure, a insaputa dei piloti, un sistema da remoto, a una determinata coordinata gps, rilascia la sostanza. Oramai abbiamo superato i limiti della fantascienza e tutto può essere possibile. D’ora in poi comincerò a far caso anche al modello di velivolo. In entrambi i casi che ti ho inviato sono due airbus, quindi velivoli abbastanza importanti, non uccellini come quelli ryanair!”. A mio avviso continuare ad indagare sulle scie chimiche è per me un obbligo morale e co testualmente anche giornalistico. 

Da quando? 

Mi occupo di scie chimiche da poco più di venti anni, ovvero quando l’argomento era davvero tabù, per appassionati, stile ufologia. Anche in rete si trovava ben poco rispetto ad oggi, i social poi, non erano certo quelli di oggi e venivano utilizzati da una minoranza di persone. Guardavo al cielo, era limpido, splendeva il sole ma vedevo che veniva solcato da aerei non ben definiti che lasciavano lunghe scie bianche e non sempre poi il cielo si macchiava o il meteo si modificava. 

A rilasciare le scie erano aerei apparentemente di linea, tutti bianchi ma senza alcuna indicazione della compagnia. Erano di fatto aerei cisterna. Poi la tecnologia ha permesso a qualsiasi aereo di rilasciare le scie chimiche, tanto che la partita del nasconderle si gioca anche sul fatto che le scie vengono fuori da normali aerei di linea e velivoli anche non si linea che non destano alcun sospetto. 

Oggi mettiamo un nuovo tassello, quello che ci porta a comprendere che chi sparge scie chimiche è mosso da importanti interessi economici. Tradotto, oggi non destano sospetto e ci avvelenano a pagamento. Venti anni fa destavano sospetto e non venivano pagati. 

Davide Zedda

Condividi

🛑 Unisciti al Canale Telegram T.me/Davide_Zedda

🛑 Se vuoi sostenermi con una libera donazione, ecco il link per poterlo fare.