È iniziata la protesta degli agricoltori. Numeri bassissimi e soltanto semplici presidi, tradotto si sta fermi in un piazzale sperando che le cose cambino. Nulla a che vedere con quanto accaduto in Germania, ma sarebbe ad ogni modo infame gettare tutta la colpa sulle spalle degli agricoltori, che mi pare evidente non faranno follie e non ci sarà nessun assalto al letame contro i palazzi del potere. 

E ancora una volta la stragrande maggioranza degli italiani ha pensato di farsi gli affari propri, come se quello dell’agricoltura non sia un problema che riguarda e tocca tutti. E poi c’è chi ancora una volta sperava che qualcuno facesse la rivoluzione per tutti, insomma, sono tre anni che lo dico: nessun Cristo scenderà dalla croce per salvarci. 

E di certo non potrà in alcun modo salvarci il concetto del si salvi chi può. O il popolo incomincerà a pensare al bene comune, dunque ad essere unito ed al fianco di chi protesta, o non ci sarà più nulla da fare. Un popolo unito è imbattibile e vince, in Italia ognuno pensa sempre e soltanto ai cazzi suoi. Siamo ad un livello di dividi et impera senza precedenti, al limite si protesta in maniera sterile per singola categoria, e così non si va da nessuna parte.

Quindi? 

Nessuno pianga o si lamenti, nel tempo si arriverà ad un reddito universale (tutti schiavi), dove potrai solo mangiare prodotti a base di cavallette. La gente non si smuove e loro (il sistema e le élite globali ste), fanno ciò che vogliono. 

Dividi et impera è già troppo intellettuale. Qui siamo dalle parti di non esco dal mio orto e odio il vicino col suo. 

Il sistema vince facile. Il popolo italiano per l’ennesima volta ha abbandonato la categoria attaccata e rimane fermo attendendo il suo turno. Verrà il turno di tutti, e chi in precedenza venne abbandonato (ovviamente), abbandonerà.

Davide Zedda

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