Come per la guerra in Ucraina, cosi in Palestina. Ovvero, si arriva ad un certo punto che devo smettere di parlarne per salvare il Canale. Non è un caso che in questi giorni, in cui ho giustamente parlato della guerra come difficilmente ve ne parleranno da altre parti, ecco la picchiata e la fuga dal Canale. Sostanzialmente già da prima della notte di Bruxelles ho detto tutto, sia in formato audio, che video è scritto, per cui, interverrò soltanto quando ve ne sarà realmente bisogno per rispetto delle persone interessate al conflitto. 

Lo sapete e ve lo racconto da anni, basta un errore e si finisce tutti dal creatore. Servirebbe una coscienza comune, un fronte del no forte e sentito contro ogni guerra. Ed invece non ci interessiamo al problema, che ci riguarda, tutti, anche a livello economico. Nulla sembra realmente preoccupare il popolo dormiente, e tante cose stanno accadendo, così come vi sto raccontando. Ma nulla sembra interessare, specie ora che tutti (c’è voluto molto tempo, o no?), hanno finalmente compreso che non ci saranno obblighi vaccinali Covid. 

E mi ripeto, gran parte della cosidetta libera informazione è ormai la brutta copia del mainstream, anzi, è peggio. Nessuno approfondisce, nessuno indaga, si rendono virali clamorose idiozie di ogni genere. Per ignoranza, per volontà, per piacere, perché porti a casa follower, ed allora insistono, perché vanno di moda coloro i quali vi stanno accompagnando contro un muro a 350 chilometri all’ora.   

Mi chiedo però (ad esempio), come si possa restare insensibili davanti all’uccisione di settecento tra donne e bambini, come si possa restare insensibili al bello, come si possa restare insensibili davanti alla minaccia nucleare e come si possa cadere nuovamente nel mortale errore di ritornare all’effimera libertà del 2019. 

Davide Zedda

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