Il dibattito intorno alle scie chimiche non è più soltanto un dibattito tra appassionati ed impegnati nonché appassionati complottisti, non a caso Bill Gates ha annunciato (e sta cercando di ottenere le autorizzazioni), di voler coprire le scie, sia le poche esistenti di condensazione, e soprattutto quelle chimiche, con l’intelligenza artificiale. 

Questo perché a suo dire (ed è vero), le scie chimiche rovinano il cielo e rovinano la visuale, ma detto ciò, il problema è ben altro e ben peggiore. E detto anche che quindi la notizia del progetto di Bill Gates ha fatto il giro del mainstream mondiale, è evidente come si sia voluto intervenire con un’azione mediatica mondiale volta all’ammissione: ovvero, ci diciamo che le scie chimiche esistono. 

Con questo editoriale (poi domani scriverò la seconda parte), voglio proprio evidenziare l’elemento più importante dal punto di vista mediatico, ovvero, come detto, l’ammissione delle scie, che grazie all’intelligenza artificiale sappiamo quindi possono essere rese nulla agli occhi della gente. E ciò sarebbe bello se non ci fosse nulla di losco, perché in realtà il progetto (definiamolo estetico), di nascondere le scie chimiche si collega ad un altro progetto (decisamente criminale), del quale vi parlerò domani. Per ora abbiamo due certezze. La prima è che le scie chimiche non sono più un mistero perché ne ha parlato la stampa di tutto il mondo, mentre la seconda è legata al fatto che Bill Gates attende le autorizzazioni per far sparire la visione dal cielo le scie attraverso l’intelligenza artificiale. 

Davide Zedda

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