IL COMMENTO | Ne parlavo ieri, ne parlo oggi. Funerali di Stato con proclamaIone del lutto nazionale per Silvio a Berlusconi (che di mafia qualcosa sapeva), mentre lo stesso trattamento non vi è stato per personaggi come Giovanni Falcone, Paolo Borsellino, Sandro Pertini. Per il resto le mie parole servono a poco, sono un invito alla riflessione, la vignetta dice tutto. E nel passaggio su ciò che avrebbero sbagliato Falcone e Borsellino, c’è quel “il Paese in cui nascere”. Su questo non sono concorde, l’Italia è il Paese più bello del mondo per distacco, ma purtroppo è una colonia americana. E la corruzione, le stragi, la perenne strategia della tensione, possono sembrare qualcosa di italiano, ma lo sono soltanto in parte. Perché tutto parte da Washington. Sempre e comunque. Ed ora si vuol dare il colpo di grazia all’Italia attraverso le imposizioni della U.E. E il governo italiano obbedisce, non si ribella, perché non vuole, perché non può. Siamo una Colonia. Mi viene nuovamente in mente una frase di Aldo Moro, una frase del 1976 che ci fa comprendere che soltanto noi come cittadini possiamo far cambiare le cose, ammesso ci sia ancora la possibilità. Disse Moro: “Questo Paese non si salverà, e la stagione dei diritti e delle libertà si rivelerà effimera sé in Italia non sorgerà un nuovo senso del dovere”.

Davide Zedda

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