IL COMMENTO ALLA NOTIZIA | Devo ripetermi, perché sta accadendo quanto vi racconto dal mese di settembre 2022. Prosegue la suicida ma voluta politica di innalzamento dei tassi di interesse da parte della BCE con la scusa di contrastare l’inflazione, ma ciò è impossibile. Dopo i primi aumenti dei tassi, la BCE aveva già detto che avrebbe proseguito sulla strada del rialzo. Così è stato, così è. E forse non finirà così, vedremo, perché l’aumento dei tassi di interesse da parte della Bce potrebbe proseguire in misura significativa e a un ritmo costante per portare (non si capisce come), l’inflazione dal 2%.

Che succede?

1) Aumento tassi di interesse, dunque il costo del denaro. Idem i tassi di interesse per i mutui, i prestiti, e il costo del debito pubblico, con il Governo che dovrà pagare più cari (con i nostri soldi), gli interessi ai suoi debitori. 

2) A Marzo è partito il quantitative tightening, che taglierà gli acquisti di titoli di debito di stato italiani. Tradotto, i tassi di interesse saliranno ulteriormente, lo spread idem, e anche le tensioni dei mercati sui nostri conti pubblici. Per di più, ad ogni rialzo dei tassi, corrisponde un aumento dei prezzi dei titoli di Stato, che dunque subiscono un calo nelle vendite, dunque una grossa perdita per le casse dello Stato che ha meno risorse economiche per far fronte al debito pubblico. Più titoli di Stato vendi, più sistemi i conti pubblici. Meno ne vendi, meno incassi.

3) A novembre 2022 è entrato in vigore il nuovo patto di stabilità UE. Ciò significa che il debito e il deficit devono tornare a scendere anno dopo anno, costi quel che costi. 

Il tutto in piena recessione, per quella che io stesso definisco da ormai un anno una vera e propria tempesta economica perfetta.

Davide Zedda

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