Seguo con grande interesse la protesta degli studenti che si sta espandendo in tutta Italia per protestare contro il caro affitti. Ne avrete sentito parlare, forse avrete visto qualche immagine o letto qualcosa sui giornali. Stanno in tenda notte e giorno per rivendicare il diritto ad un alloggio che non abbia un costo a strozzo. E non mi interessa se questi giovani hanno o meno un orientamento politico, mi interesse il fatto che finalmente i giovani protestano e chiedono al governo un intervento. Non è ammissibile che una stanza costi dai 500 agli 800 euro per di più quasi sempre senza un contratto, dunque in nero. I posti letto universitari non bastano, ma il diritto allo studio è sacro ed è sancito dalla costituzione, e la protesta di questi giovani spero vada a bun fine. 

Detto ciò 

Non devono cadere nella trappola della contaminazione e speculazione politica come accaduto ieri a Roma, quando a fare visita ai ragazzi accampati è andato Conte. Tante belle parole, tante belle idee, ma anche applausi e qualche selfie. No ragazzi, così non ci siamo. Conte non può risolvere i vostri problemi ed ha compiuto un’azione politica tipica da campagna elettorale, insomma, cerca il vostro voto. 

Cosa fare 

Colloquiate soltanto con il Governo e pretendete un reddito studentesco da utilizzare solo ed esclusivamente per pagare affitti calmierati e non in nero. I soldi ci sono, ovviamente da destinare soltanto a chi è in pari con gli studi (o al massimo in ritardo di un anno), ed ovviamente per redditi medio bassi. Mi siete simpatici, era da tempo che non facevate qualcosa di importante. Ripeto, state lontani dalla politica, metteteci passione e non abbandonate le tende se non prima di aver vinto la vostra battaglia. Spero che in qualche modo questa mia lettera possa giungervi. 

Davide Zedda

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