Autore: Davide Zedda (Pagina 2 di 153)

Editoriale 29 Maggio 2025

Cosa? I buffoni della falsa controinformazione insieme ai professionisti del terrore e profeti di sventura fanno sapere che sta per scoppiare una nuova pandemia da Covid 19. Detto che la scorsa non è stata una pandemia ma una farsa criminale, è evidente che questa gente qua può andare avanti (benissimo) a colpi di menzogne sul trenino del “nuova pandemia, restrizioni, obblighi vaccinali, trattato pandemico”, insomma, si continua a seguire e dare forza al nulla cosmico. 

Ma questa nuova pandemia? Deriverebbe (secondo quanto scrivono questi delinquenti) da un nuovo ceppo di COVID-19 proveniente dalla Cina provoca un forte aumento dei ricoveri ospedalieri negli Stati Uniti.

Detto che il Covid non è mai esistito perché mai isolato, non è in arrivo una nuova pandemia. Non ora, tra diversi anni, e sarà seria, molto seria, non una farsa, e passerà per l’acqua così come vi racconto dettagliatamente da almeno due anni. 

Punto. 

Davide Zedda

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Editoriale 27 Maggio 2025

Esterrefatto, incredulo, sotto shock. Venerdì ho lanciato l’iniziativa dei sudari sui balconi, i nostri balconi per fare qualcosa di concreto (dissenso e denuncia, tutto ovviamente non violento) per Gaza e la Palestina dove è in atto un genocidio, anzi un olocausto. 

Sabato ho rilanciato la proposta attraverso il video del mio sudario sul balcone. Sono giunte 47 foto, grazie. 

Una cara amica ha preso a cuore l’iniziativa e così ieri alle 11:00 del mattino è uscito il meraviglioso video (qui il link) che mostra i nostri sudari sui balconi e alle finestre. 

Ma non solo. Perché il video mostra i sudari e le immagini dei bambini di Gaza che stanno morendo di fame e sete per mano criminale di Israele e di chiunque non si agita e sta in silenzio, nella politica così come nella cosiddetta società civile, che civile non è. 

Il video non mostra i morti. Volutamente. 

È un video di denuncia e speranza, come una preghiera: con tanto di musica “Pitzinnos in sa gherra” con traduzione in italiano. 

Fin da quando ho intrapreso l’iniziativa ho fatto notare (sabato, domenica e lunedì) che il video non sarebbe servito a nulla e nulla avrebbe smosso se non fosse stato condiviso. 

Puntualmente (grazie di cuore a chi ha condiviso) appena 51 condivisioni private: ci sono più emoticon che condivisioni. 

È proprio vero che un problema è tale soltanto nel momento in cui tocca il personale. 

Ma ciò che ci si ostina a non comprendere è ciò che ripeto ogni giorno: prima o poi gli altri saremo noi. 

Ringrazio nuovamente di cuore coloro i quali hanno mandato la foto del sudario, così come ringrazio nuovamente di cuore coloro che hanno condiviso. 

Per il resto (come detto) sono esterrefatto, incredulo, sotto shock e senza più parole. 

Ovviamente la mia battaglia per Gaza prosegue ogni giorno.

Non sono qui per cercare consenso ma per fare buona e pulita libera informazione spero non soltanto fino a sabato.

Un grazie a Riccardo Fortin, il solo a condividere sul proprio canale il video. 

Concludo ribadendo che il giorno che cadrà Gaza e la Palestina nessun uomo sulla terra sarà più libero.

Per ciò che concerne i video collettivi è interessante (a proposito del concetto del quando tocca direttamente la persona) andavano forte quelli delle manifestazioni passeggiate su percorsi e piazze autorizzate (perché di questo si trattava) del sabato sera contro il green pass, mentre si sono dimostrati un flop (bere acqua avvelenata, mangiare cibo avvelenato e respirare veleno non interessa?) quelli sulle scie chimiche. 

La libera informazione è sempre esistita, ma la stragrande maggioranza delle persone essa ha cessato di interessare ed essere sostenuta in data 31 marzo 2022. 

Conclusione 

Lo scorso giro si è salvato chi ha resisto, stavolta soltanto chi saprà ed agirà per tempo. 

Davide Zedda

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Editoriale 25 Maggio 2025

“In un sistema finito di risorse, uno sviluppo infinito è impossibile. Questa non è una frase politica, questa è una frase che attiene alla fisica. 

Noi siamo stati tutti trasformati in consumatori compulsivi, noi viviamo dentro Matrix, i nostri figli sono più stupidi dei figli precedenti. 

Un giornalista che si rispetti deve studiare i complotti, se non studi i complotti non è un giornalista, il potere fa i complotti. Io sono stato parlamentare europeo per cinque anni, dal 2004 al 2009, e ho visto come si fanno le leggi. 

Io che ero l’eletto del popolo non dovevo sapere che cosa stavo votando. 

Qualcuno ha costruito questa macchina. Non è lo scontro tra civilizzazioni, tra cristiani, musulmani, non è vero niente. È che questo mondo è un mondo profondamente diviso. 

E non solo, ma è un mondo che sta diventando sempre più diviso tra, non l’1%, ma lo 0,001% e il resto del mondo. 

Sono quelli che io chiamo i padroni universali, sono quelli che hanno il vero potere e lo esercitano. 

Milioni di americani continuano a pensare che Saddam Hussein aveva le armi di distruzione di massa. Sono stupidi o corrotti questi milioni di americani, ma neanche persone. 

Milioni di persone sono state trascinate in questa situazione perché il loro sistema informativo li ha ingannati consapevolmente. 

Voi credete che la sera quando si organizza un telegiornale i direttori dei telegiornali italiani stiano a pensare quali sono le notizie più importanti che dovete vedere questa sera? 

Ma nemmeno persone. Il potere sta nella comunicazione. 

Questa comunicazione è il pilastro su cui il potere regge tutti i suoi misfatti”.

In questo spazio editoriale della domenica ho voluto raccogliere e proporvi per una riflessione delle importanti frasi e dichiarazioni di Giulietto Chiesa. 

Davide Zedda

Sito web www.davidezedda.com 

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Editoriale 24 Maggio 2025

Per domani è in programma una iniziativa in tutta Italia a sostegno di Gaza nella speranza di sensibilizzare l’opinione pubblica in merito a ciò che sta accadendo, ovvero non più un genocidio ma ormai olocausto. 

A Gaza sono arrivati i sudari che accoglieranno i corpi dei morti, in primis i bambini in modo che li si nasconda al mondo. 

Sarà mia premura (chiedo a voi di fare la stessa cosa) esporre fuori la finestra, fuori il balcone, fuori il terrazzo (vedete voi) un lenzuolo bianco, un drappo bianco, fosse anche un asciugamano. 

Io lo farò: in segno di lutto e in segno di coscienza, quelli saranno i nostri sudari, che non avvolgeranno nessun corpo ma la speranza e la voglia di pace: staranno lì a farsi notare, affinché la gente li veda e si chieda che succede, saranno lì in segno di pace, saranno lì per ricordare i morti di bombe e di fame, saranno lì perché la prossima volta toccherà a noi e ai nostri figli, saranno lì perché noi non giriamo la testa dall’altra parte così voglio sperare che sia.

Metterò il video del mio drappo banco a mezzogiorno, mandatemi il vostro video o la vostra foto del vostro sudario sul balcone a @davidezedda sarà mia premura farne un video unico da pubblicare alle 11:00 di domenica o lunedì.

Temo soltanto una cosa: di essere il solo a farlo. 

Ma sono in cuor mio certo che così non sarà.

Davide Zedda

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Editoriale 23 Maggio 2025

Per domani è in programma una iniziativa in tutta Italia a sostegno di Gaza nella speranza di sensibilizzare l’opinione pubblica in merito a ciò che sta accadendo, ovvero non più un genocidio ma ormai olocausto. 

A Gaza sono arrivati i sudari che accoglieranno i corpi dei morti, in primis i bambini in modo che li si nasconda al mondo. 

Sarà mia premura (chiedo a voi di fare la stessa cosa) esporre fuori la finestra, fuori il balcone, fuori il terrazzo (vedete voi) un lenzuolo bianco, un drappo bianco, fosse anche un asciugamano. 

Io lo farò: in segno di lutto e in segno di coscienza, quelli saranno i nostri sudari, che non avvolgeranno nessun corpo ma la speranza e la voglia di pace: staranno lì a farsi notare, affinché la gente li veda e si chieda che succede, saranno lì in segno di pace, saranno lì per ricordare i morti di bombe e di fame, saranno lì perché la prossima volta toccherà a noi e ai nostri figli, saranno lì perché noi non giriamo la testa dall’altra parte così voglio sperare che sia.

Metterò il video del mio drappo banco a mezzogiorno, mandatemi il vostro video o la vostra foto del vostro sudario sul balcone a @davidezedda sarà mia premura farne un video unico da pubblicare alle 12:00 di domenica. 

Temo soltanto una cosa: di essere il solo a farlo. 

Ma sono in cuor mio certo che così non sarà.

Davide Zedda

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Editoriale 22 Maggio 2025

Anche in Italia (aziende di vario tipo) specie nel settore telecomunicazioni (ma non solo) così come in tutto il settore informatico e di programmazione, stanno lavorando sempre più ai cosiddetti chatbot, ovvero dei robotini informatici in grado di dare risposta alle domande degli utenti, quindi andando ad annullare sempre più la presenza umana nelle risposte alle domande, e più in generale andando ad annullare la presenza umana nel rapporto con le utenze e gli utenti: con le persone. 

Che cosa ne deduco? Abbastanza facile questo. 

Si deduce che questi lavoratori stanno (forse anche inconsapevolmente), non tutti ne hanno consapevolezza, stanno creando gli strumenti che andranno poi a sostituire loro stessi. Cioè, ripeto: chi crea questi strumenti poi verrà sostituito da questi strumenti: è una cosa agghiacciante. 

Che cosa ci sarà in futuro? 

Ciò che dicono tutti i più grandi analisti della terra, i più grandi imprenditori e quant’altro: ci sarà un drastico crollo dei posti di lavoro che porterà al reddito universale, e questo mi pare ormai evidente e chiaro, non è evidente e non è chiaro soltanto a chi non lo vuole vedere e non lo vuole capire, e il reddito universale non sarà assolutamente concepito, ideato e pensato come una caramellina del tipo ti do i soldi per non fare niente. A parte il fatto che non fare niente non è umano, quindi non si tratta di un ammortizzatore sociale a vita, quindi bisogna fare soprattutto dei ragionamenti su quali sono i lavori che poi non verranno mangiati, non verranno sostituiti grazie all’intelligenza artificiale, che di intelligente mi pare che abbia ben poco. 

Molto più probabile (se non certa)  io lo racconto da tempo (ma non penso di essere l’unico a raccontare queste cose) qua è chiaro che si andrà ad una vita a punti e cioè io ti do questo reddito per vivere di beni e servizi offerti non più dagli esseri umani ma dalle macchine ma tu dovrai ovviamente cedere dei pezzi significativi (sempre più significativi) delle tue e nostre libertà personali. 

Gradualmente, cn il sorriso: un po’ come in occasione di un provvedimento antidemocratico e liberale come il Green Pass, quando a pezzettini si è arrivati a imporre a tutti una determinato provvedimento. 

La vita a crediti è già una realtà in molte parti del mondo, e sarà così anche in Europa e in tutto il mondo occidentale. 

Diranno che reddito universale e vita a punti sono cosa bella e giusta, così è stato con il Green Pass, così fu per l’Euro.

Davide Zedda

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Editoriale 17 Maggio 2025

Si continua ad indagare sul cosiddetto caso Moro, ed in particolare sulla strage di Via Fani del 16 marzo 1978. Quasi cento colpi sparati, quasi tutti a segno, principale indiziato quale grande protagonista di quella pioggia di piombo “Carlos lo sciacallo”, certa la presenza in Via Fani del Secret Team, un apparato paramilitare americano infallibile collegato indirettamente alla CIA. Non potendomi addentrare in poche righe su qualcosa che necessiterebbe di ore di spiegazione, veniamo schematicamente ai punti più importanti.

Moro in Via Fani?

È sempre più probabile che il Presidente della D.C. non fosse presente in Via Fani ma fosse stato rapito, o consegnato ai rapitori da persone a lui conosciute subito dopo la messa del mattino. Nella pioggia di piombo di Via Fani sarebbe stato impossibile avere la certezza di rapire Moro senza neppure fargli un graffio.

E la scorta?

Alla scorta fu dato ordine di tenere le armi nel bagagliaio, con Leonardi e gli altri che non ebbero il tempo per poter reagire proprio perché presi non di sorpresa ma disarmati. 

Lettere 

Nelle sue lettere Moro non parla mai della sua scorta trucidata, come non avesse visto nulla né saputo nulla: tipico di chi non era sul posto. 

Davide Zedda

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Editoriale 15 Maggio 2025

Dunque la notizia è stata confermata, non ci sono più dubbi e per quanto se ne fosse parlato anche qui sul canale, ora non vi sono dubbi di nessun tipo. Ripeto, nessun dubbio.

Perché Klaus Schwab ha davvero vietato (non è una leggenda) ai piloti vaccinati di trasportare i membri del World Economic Forum da e per Davos a causa dei rischi per la sicurezza che ciò comporta. 

Ciò già dal primo WEF in epoca vaccino covid, fin da subito. Sei vaccinato contro il covid? Non puoi pilotare.

Secondo alcune fonti interne allo stesso WEF, i membri del WEF venivano e vengono trasportati esclusivamente da piloti non vaccinati. Di più, sempre: non soltanto per muoversi da e per Davos.

Josh Yoder (capo del gruppo americano di piloti anti-vaccinazione Freedom Flyers) ha affermato di ricevere richieste da parte delle élite di Davos interessate ad assumere piloti non vaccinati per i loro viaggi di lavoro. Tutti i loro viaggi di lavoro e non.

“Ora riceve telefonate da ricchi uomini d’affari e aziende che gli chiedono di far volare i loro dirigenti su jet privati ​​con equipaggio non vaccinato”, ha svelato. 

Davide Zedda

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Editoriale 14 Maggio 2025

Personalmente non mi senti di escludere proprio nulla, ed allora non posso per,estremi di stare zitto in merito ad una questione che sta passando inosservata. Perché presto (quanto tempo?) se non verrà giù l’Unione Europea, vi sarà il forte rischio (occhio, condizionale, sia chiaro) di arrivare ad un punto in cui esprimere una opinione non in linea con Bruxelles potrà essere classificato come crimine particolarmente grave grazie al DSA.

Quindi (per intenderci) quello che pubblicherai sui social network sarà (potrà, condizionale, dobbiamo combattere affinché non accada) criminalizzato dalla UE.

Ciò che la Sig.ra Von Der Leyen vuole ottenere è chiaro. Vuole abolire definitivamente la libertà di espressione e punire chi la pensa diversamente. Come con i nazisti, come nella DDR. Tuttavia si parla di possibili dimissioni della Von der Leyen. Le dimissioni (se giungeranno) saranno fondamentali per evitare questo piano, anche se poi è la linea della UE che spinge per arrivare a questo tipo di censura. 

La storia si ripete? Dipende come sempre da noi: o schiavi o liberi dipende sempre tutto da noi.

Conoscere, sapere, sono le uniche armi (nonché le più efficaci) affinché questi balordi e criminali progetti e piani vadano gambe all’aria. 

Davide Zedda

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Editoriale 13 Maggio 2025

Lo abbiamo visto qui sul canale con tanto di commento.

Repubblica (non un giornale complottista) ci ha spiegato fino in fondo che cos’è la geo-ingegneria. 

Così noi complottisti la facciamo finita? 

No, abbiamo ragione, avevamo ragione. Perché complottista è colui che crea il complotto, ed oggi (e da sempre) complottista è colui che raggiunge la verità prima degli altri.

La geo-ingegneria è un processo benefico che serve per raffreddare il pianeta, scrive Repubblica.

Capito perché? Del suo riscaldamento, vi ricordate? La farsa climatica con tanto di giustificazione dell’utilizzo della geoingegneria quale rimedio, assurdo! 

Stanno dunque cercando di normalizzare la geoingegneria come fosse osa buona, giusta e necessaria. Ovviamente così facendo la stragrande maggioranza delle persone ci casca e dà comunque ragione e seguito alla narrazione ufficiale del pensiero unico dominante. 

Allora attraverso questo processo artificiale (dice Repubblica) si raffredda il pianeta anche se poi aggiunge che le evidenze scientifiche non ci sono e non si sa ancora bene che rischi ci siano cosa pazzi!

In precedenza 

🚨 ORA I MEDIA LO AMMETTONO: LA GEOINGEGNERIA ESISTE E ORA VOGLIONO FARCI CREDERE CHE SIA PER IL NOSTRO BENE

C’è una nuova parola d’ordine che si sta insinuando nei notiziari, nei titoli patinati e nei salotti televisivi: geoingegneria solare. Un termine apparentemente tecnico, quasi innocente. Ma dietro questa facciata scientifica si cela un progetto inquietante: manipolare deliberatamente il clima terrestre. Altro che salvezza. È l’arma finale del potere globale per riscrivere le leggi della natura e piegare l’umanità al proprio volere.

UN’IDEA FOLLE VENDUTA COME SOLUZIONE

Spruzzare particelle chimiche nell’atmosfera per bloccare la luce del sole: ecco il cuore della geoingegneria solare. Una follia travestita da tecnologia. Un esperimento planetario che nessuno ha votato, nessuno ha autorizzato, ma che alcuni gruppi di potere stanno già tentando di normalizzare con l’aiuto di media compiacenti e “scienziati” sponsorizzati.

NESSUNA PROVA, SOLO RISCHI

Non esistono prove concrete che questa manipolazione climatica possa portare benefici. Non sappiamo cosa accadrà agli oceani, alle coltivazioni, ai cicli naturali del pianeta. Ma questo non sembra interessare chi muove i fili di questa agenda. Anzi: il caos climatico potrebbe essere l’effetto voluto, non collaterale. Perché dove c’è disastro, c’è controllo. Dove c’è crisi, c’è profitto.

I COLPEVOLI NON SONO PIÙ NASCOSTI

Non stiamo parlando di fantascienza. Stiamo parlando di gruppi ben identificabili: think tank finanziati da miliardari, agenzie governative che operano nell’ombra, aziende pronte a brevettare il cielo stesso. E mentre personaggi come Robert Kennedy Jr. denunciano apertamente il crimine e chiedono giustizia, l’apparato mediatico risponde compatto, tentando di trasformare il veleno in medicina agli occhi dell’opinione pubblica.

UNA STRATEGIA DI DOMINIO

La geoingegneria solare non è altro che una strategia di dominio globale. Una volta che controlli il clima, controlli il cibo, l’acqua, le migrazioni, i conflitti. Controlli l’intera esistenza umana. Il sole diventa un pulsante da regolare a piacimento. La pioggia, una risorsa da vendere. Le nuvole, un brevetto. È la privatizzazione definitiva della natura, l’ultimo atto di un’epoca dominata dalla tecnocrazia.

IL MOMENTO DI DIRE NO

Non possiamo permettere che questa narrativa venga imposta senza opposizione. La geoingegneria solare non è progresso, è un crimine premeditato contro la Terra e i suoi abitanti. È tempo di alzare la voce, di pretendere trasparenza, di chiamare per nome i responsabili. Prima che sia troppo tardi.

Davide Zedda

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